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18 dicembre - Giornata internazionale dei migranti

18 Dicembre 2025

18 dicembre - Giornata internazionale dei migranti

Ogni numero racconta una storia.
Ogni storia custodisce un volto, una voce, un viaggio difficile.

Il 18 dicembre, Giornata internazionale dei migranti, non è solo una ricorrenza simbolica: è un invito a fermarsi e guardare la realtà per ciò che è, senza semplificazioni né paure costruite.

«La migrazione è un potente motore di progresso», ha ricordato il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Eppure, quando viene raccontata come una minaccia, diventa terreno fertile per odio, disumanizzazione e violenza.

Dal 2014 quasi 70.000 persone sono morte o disperse lungo le rotte migratorie. Donne, uomini, bambini che cercavano sicurezza, futuro, possibilità. Confini sempre più chiusi e rotte sempre più pericolose non fermano la migrazione: la rendono solo più mortale.

Un mondo in fuga

Secondo l’UNHCR, nel 2025 oltre 122 milioni di persone nel mondo sono state costrette a lasciare la propria casa. Guerre, persecuzioni, crisi climatiche e povertà continuano a spingere intere popolazioni a mettersi in cammino. Dietro questi numeri ci sono famiglie spezzate, giovani che crescono troppo in fretta, bambini che imparano presto cosa significa avere paura.

Nel nostro Paese, dall’inizio del 2025 a metà dicembre sono arrivate 63.900 persone, tra cui 11.700 minorenni. Molti di loro hanno attraversato il Mediterraneo centrale, una delle rotte più pericolose al mondo. Dal 2014, 32.700 persone sono morte su questa rotta, una su cinque era un bambino.

A Lampedusa, porta d’ingresso d’Europa, il mare continua a restituire corpi e silenzi. Ma restituisce anche responsabilità: quella di scegliere se voltarsi dall’altra parte o costruire risposte giuste, umane, collettive.

Accogliere è scegliere l’umanità

Parlare di migrazione significa scegliere come raccontarla.

Significa decidere se ridurre le persone a categorie o riconoscerle come esseri umani portatori di diritti, dignità e risorse.

L’accoglienza non è solo un sistema: è una pratica quotidiana fatta di ascolto, relazioni, accompagnamento, fiducia. È la possibilità di trasformare un arrivo traumatico in un nuovo inizio, di restituire tempo, spazio e futuro a chi li ha perduti.

Il nostro impegno quotidiano

È dentro questa visione che si colloca il lavoro della cooperativa Kemay.

Ogni giorno, attraverso i servizi di accoglienza, accompagnamento e inclusione, scegliamo di mettere le persone al centro, riconoscendone la storia, le fragilità e le potenzialità.

Crediamo che l’accoglienza non sia un gesto straordinario, ma una responsabilità collettiva.

In questa Giornata internazionale dei migranti, rinnoviamo il nostro impegno a difendere i diritti di ogni persona in movimento, a contrastare le narrazioni che disumanizzano e a costruire comunità più aperte, consapevoli e solidali.

 

Per una riflessione sulle parole usate per raccontare le migrazioni, scarica il Rapporto 2025 di Carta di Roma

Rapporto Carta di Roma - 2025
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accoglienza
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